Nel grembo dell’origine
sono pietra sacra,
custode del silenzio e delle ere,
sigillo di memorie che non crollano.

Ma il Sole danza,
e il mio confine si fa sorgente.
Divento fiume segreto,
che penetra i cuori come radice d’ombra,
scavando nel profondo senza violare.

Poi mi dissolvo,
soffio d’invisibile,
nebbia che avvolge le cime dell’essere,
presenza che non chiede,
ma si lascia accogliere come un sogno.

Sono ciò che muta per restare vero.
Materia, fluido, spirito.
Chi mi afferra trova un simbolo,
chi mi lascia essere,
una rivelazione.

Karlock

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