Sul sentiero dei giorni cammino,
tra silenzi che allargano il cuore,
tra silenzi che aprono e respirano,
e vento che mi sfiora,
vento leggero, vento che parla,
portando segreti, portando tesori,
portando ciò che attende di essere scoperto.

Dall’erba alta si leva una Cavalletta,
verde smeraldo, verde come l’erba al mattino.
Gigante, eppure il suo balzo sfiora l’aria.
Si posa sulla mia spalla,
e un sussurro leggero mi dice:
“Abbi fede nel salto.
Il vuoto non è abisso,
ma ponte,
ponte tra ciò che sei e ciò che sarai.”

Dall’aria si apre un battito d’ali,
e una Farfalla solitaria danza davanti a me,
fiamma fragile, fiamma che non teme il vento.
Il suo volo acquerella i miei pensieri e mi parla:
“Muori a ciò che eri,
muori e rinasci,
nasci a ciò che sei.”

Dall’ombra cala un grande Corvo,
piume nere che recano la saggezza del cielo,
occhi di notte, occhi di stelle.
Mi fissa per un istante,
solo un istante,
poi si leva e svanisce nell’aria.
Ma la sua eco resta dentro,
eco che vibra, eco che pulsa:
“Non fuggire l’oscurità.
Lì giace la tua forza segreta.”

Tre messaggeri hanno inciso il mio cammino:
il Salto,
la Trasformazione,
il Mistero.

E continuo a camminare,
passo dopo passo,
respirando il silenzio,
ascoltando il vento,
mentre i loro tesori restano intrecciati ai miei passi,
intrecciati al mio cammino,
intrecciati al mio cuore.

Karlock

I tre messaggerri che mi ricordano quanto la vita sia magica. Solo a chi guarda con cosicenza e apertura è dato percepirlo.

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