Non alzare la voce,
alza il cuore.
Un bambino non cresce nel rumore,
ma nel respiro calmo
di chi sa ascoltare.

Le urla sporcano l’aria,
si aggrappano agli occhi,
e fanno casa nel ricordo.

Non spezzare il silenzio con rabbia,
non mostrare l’amore come un campo di battaglia.
Che il suo primo specchio non rifletta guerra,
ma pace che insegna.

Ogni parola ha un peso.
Ogni gesto, un seme.
Cosa fiorirà domani
dipende da come oggi
gli parli, lo guardi,
gli dici “ci sono”.

Parla piano,
ma con fermezza.
Come la quercia che resiste,
ma non ferisce.

Pensa prima di correggere,
rifletti prima di negare.
Che il tuo “no”
non sia lo sfogo di un giorno stanco,
ma la luce che indica la via.

Insegnagli a pensare,
a mettere insieme i perché,
a scegliere il bene
anche quando nessuno guarda.

Sii presenza,
non solo un corpo che c’è,
ma un’anima sveglia,
un cuore che ascolta e abbraccia.

Diventerai per loro
l’amico più vero,
il porto sicuro dove tornare,
il luogo di fiducia
che nessuno può sostituire,
perché nessuno li ama come te,
e nessuno li conosce così profondamente.

Ama con pazienza e coerenza,
con la calma che nutre e sostiene.
Ogni tuo gesto, ogni parola
è un dono che costruisce il mondo
dentro i loro occhi.

“Come frecce in mano a un guerriero,
così sono i figli della giovinezza.”
(Salmo 127:4)


Non si lanciano a caso,
ma si accompagnano,
si guidano con amore,
finché possano volare liberi.

Perché ciò che oggi semini nel loro sguardo
sarà domani il modo in cui guarderanno il mondo.

Karlock

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